IL CLICLO DELL'ACQUA

Nel momento in cui l’acqua evapora è pura, ma passando attraverso gli strati inquinanti dell’atmosfera, trascina con sè molte impurità.

Una volta che arriva al suolo, l’acqua lava il terreno e trascina nuove contaminazioni, quali smog, scarichi industriali e fognari, inquinamenti con anticrittogamici e antiparassitari dell’agricoltura.

L’acqua che poi ridiscende nel sottosuolo può rimineralizzarsi attraverso le rocce, ripulirsi, ma anche contaminarsi ulteriormente tramite infiltrazioni.

DISSETARE E DEPURARE

L’acqua da bere deve essere pura e leggera. L’acqua pura che proviene dalle montagne è inodore, incolore ed insapore.

Com’è quella che arriva nei nostri rubinetti?

Per far sì che sia bevibile, l’acquedotto la fa arrivare fino a noi controllandola utilizzando il cloro.

Secondo la guida dell’OMS, la concentrazione massima di sostanze contenenti cloro è di 1 microgrammo/litro.

Mentre per la legislazione italiana è addirittura di 30 microgrammi/litro.

L’acqua non solo la Bevi ma anche la Mangi.

Utilizzando l’acqua del rubinetto per cucinare, oltre al cibo, ingeriamo una serie di sostanze disciolte, ovvero residui di tubi (amianto, ferro, etc…), cloro, nitrati e calcare.

Leggi sulla potabilità dell’acqua

Esistono due parametri che indicano se un’acqua è leggera:

  • Il RESIDUO FISSO ossia l’insieme di tutte le sostanze disciolte nell’acqua;
  • La CONDUCIBILITA’ ELETTRICA ossia la presenza di metalli nell’acqua.

Questi due parametri sono obbligatoriamente specificati sull’etichetta.

L’analisi sulla potabilità delle acque avviene con la seguente frequenza:

  • ACQUEDOTTO 10/12 analisi al giorno;
  • ACQUE MINERALI analisi ogni 2 anni, l’etichetta deve essere aggiornata ogni 4 anni.

Con queste informazioni ci possiamo fidare più
dell’acquedotto o dell’acqua in bottiglia?

Osmosi inversa: processo ed applicazioni

Cos’è l’osmosi inversa? A cosa serve e come funziona tale procedimento? Per ottenere un tipo di acqua altamente purificata è
possibile usufruire di tale metodo, vediamo in cosa consiste.

L’osmosi inversa è un metodo di purificazione dell’acqua comune che sfrutta una membrana semipermeabile attraverso cui è possibile effettuare una sorta di filtrazione dell’acqua.

Nel processo di osmosi, però, diversamente dalla filtrazione, viene applicata una certa pressione per poter superare quella osmotica il che permette alla fine di ottenere acqua purificata.

Osmosi inversa: caratteristiche ed applicazioni.

Il processo dell’osmosi inversa riesce a rimuovere tutte le molecole e gli ioni presenti nell’acqua comune e per questo viene utilizzata nell’industria e nella produzione di acqua potabile. In pratica, attraverso una membrana semipermeabile passa solo il solvente puro, mentre il soluto si raccoglie sulla stessa membrana. È proprio tale membrana quindi a selezionare le molecole e gli ioni che possono passare o meno, non permettendo tale passaggio a tutte quelle molecole più grandi, mentre i solventi più piccoli possono attraversarla senza problemi.

Nel processo di osmosi normale, il solvente passa da una zona a bassa concentrazione di soluto a una ad alta concentrazione e il movimento del solvente puro tende a far diminuire l’energia libera del sistema che dà luogo a una pressione osmotica. Applicando quindi una pressione esterna per invertire il flusso del solvente puro si ottiene l’osmosi inversa.

Differenze tra osmosi inversa e filtrazione

La filtrazione tende ad escludere le molecole a prescindere dai parametri operativi come la pressione e la concentrazione, mentre l’osmosi inversa genera un meccanismo diffusivo tale che la separazione delle molecole e degli ioni più grandi dipenda dalla concentrazione del soluto, dalla pressione e dalla velocità del flusso dell’acqua.

Ecco perché l’osmosi inversa viene usata per purificare l’acqua di mare e renderla potabile, eliminandone il sale e altri elementi nocivi. Se in passato tale processo in cui vengono usate le membrane semipermeabili veniva solo osservato in laboratorio, presto si è riusciti a
riprodurlo in laboratorio per ottenere l’acqua potabile applicando, appunto, delle membrane asimmetriche dallo strato talmente sottile da fungere come una sorta di ‘pelle’ filtrante.

Processo dell’osmosi inversa

Come funziona esattamente l’interessante processo dell’osmosi inversa? In pratica c’è una bobina semipermeabile che separa i due
liquidi dalle diverse concentrazioni di soluto, per cui il liquido tende a passare da una zona a bassa a un’altra ad alta concentrazione secondo un principio di equilibrio chimico.

L’osmosi quindi costringerebbe il solvente a passare da una regione all’altra attraverso l’applicazione di una pressione maggiore a quella osmotica.

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